Allenarsi e Crescere

allenamentiUno degli aspetti più invalidanti dell’essere infantile, della personalità Heather, è l’assoluta mancanza di allenamento alla fatica, alla sopportazione, alla frustrazione.

Heather non sa – perché non lo ha mai imparato – che alla fatica segue la soddisfazione, il successo, l’orgoglio si sé.

Mio figlio, dall’alto dei suoi 14 anni, entusiasta dei suoi allenamenti in palestra mi racconta:

Devi arrivare al massimo dello sforzo e poi fare un pezzettino in più. E’ quel pezzettino, per quanto piccolo, che ti garantisce il miglioramento, il progresso. Costruisce nuove fibre da cui potrai poi ripartire la prossima volta.

Ecco. E’ questo il meccanismo che Heather non conosce, non sa applicare.

Non ha mai imparato a vedere negli ostacoli delle opportunità. Si è sempre fermata prima. A piagnucolare, a fare i capricci, a chiedere aiuto. Non le è stato mai mostrato e non ha capito istintivamente, come poterli superare con le sue forze, la sua applicazione, il suo ingegno applicato con buon senso.

E da grande è ancora lì. Ferma dietro i sassi che le sbarrano la strada. A raccontarsela su, e a raccontarla a tutti quelli che ha intorno.

Per questo a lei più che ad altri fa bene iniziare ad operare in maniera randomica e assurda. Fare cose che non ha mai fatto o farle in maniera del tutto diversa.

Perché si è costruita un castello di scuse ed è abituata a vagare senza scopo nelle sue ampie stanze.

Le fa bene stupirsi, come una bambina. Ridere. Sorprendersi.

Allenarsi. Costruirsi pezzettino per pezzettino.

Forgiarsi con le sue stesse mani.

A lei più che ad altri fa bene

Accettare di fare, senza se e senza ma.

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