Brava, Heather.

Heather parla e scrive, spesso.
Aspetta di sentirsi dire brava. Lo agogna.

É dipendente da questo, sospende sempre tutte le sue altre (poche) attività quando é in attesa di un giudizio.

Che poi per altro arriverà e sarà solitamente più che positivo. Spesso superlativo. Ma non cambierà la vita di nessuno. Heather si é già messa lì, in attesa del prossimo “bravissima”.

Vivere e lavorare per il giudizio, per un contentino da parte degli altri, impedisce di afferrare il vero senso delle cose, il vero gusto nel farle.

É quando non si aspetta più il giudizio di nessuno che si scopre il proprio valore.

E solo allora é possibile cominciare a volersi bene davvero.

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