Per te funziona, per me no

Dopo anni passati a leggere libri, pdf e post sulla crescita personale e dopo aver accumulato frustrazione e disistima, solo da poco sono riuscita a dirmi schiettamente e pacificamente:

Per te funziona, per me NO

Pare che tutti quelli che condividono esperienze e tecniche di efficacia personale siano caratterizzati dall’amore per le sfide, l’entusiasmo e la goliardia della prestanza fisica, la leadership.

Io no. Io le sfide le rifuggo sempre. In competizione non entro mai, neanche fra me e me. Detesto la fatica fisica e lo sforzo, e di tutto questo mi son sempre colpevolizzata parecchio.

Ma – sorpresa! – non siamo esseri inferiori. E non dobbiamo neanche diventare come loro, perché anche per noi, così come siamo fatti, esiste un ambito di crescita personale. Con forme diverse ma altrettanto soddisfacente.

Io non sono riuscita mai a fare la benché minima cosa per 21 giorni. Ho tentato mille volte e ho sempre fallito.

Ora ho serenamente capito. Non fa per me tener conto di quante volte faccio quello che mi sono imposta di fare. Non mi da nessuna soddisfazione, per me non rappresenta assolutamente un incentivo. Io da questa cosa mi devo liberare, altro che cercare di impararla.

Per me tenere il conto vuol dire smettere all’istante. Perdere la motivazione e voler abbandonare.

Io il conto non lo devo tenere. O meglio, nello specifico, fa bene anche a me fare una tacchetta da qualche parte quando una cosa l’ho fatta, mettere un segno di spunta, ma non mi fa affatto bene prepararmi in  anticipo un tabellone pieno di quadretti da spuntare, o una lista più o meno infinita di cose da fare.

Quindi procedo anche io sulla strada della crescita personale, procedo anche io per obbiettivi, ma segno il passo in maniera differente, alle volte opposta.

Ora mi assecondo, mi osservo, mi lascio parlare. Mi lascio – persino – guidare da me.

Per lavorare, progredire e ottenere risultati ho bisogno di sentire di potermi muovere in grande libertà e autonomia, non devo impormi obblighi non necessari e devo poter spaziare allegramente fra gli svariati ambiti di interesse che contemporaneamente voglio portare avanti.

Mi è utile mantenermi sotto un controllo non rigido, a maglie larghe diciamo, ma è indispensabile che il controllo ci sia e che anzi possa sentirmelo saldamente sempre fra le mani.

Sull’onda di questo post di Andrea (seguo EfficaceMente da anni e per me è IL blog di crescita personale) ho re installato 3030 un’applicazione di cui la prima volta non avevo afferrato l’utilità (pur apprezzandone da subito la bellissima grafica). La integro, e questo me la fa finalmente trovare utile, con quest’altra app, che per ora sto utilizzando nella versione gratuita. In praticautilizzando mindly ho buttato fuori TUTTI gli ambiti in cui mi sto applicando e per ognuno ho creato un bollino colorato.

10514025_675857932497084_557070178_nQuindi ho, per esempio, Alimentazione, Lavori di Casa, Studio eccetera. In ognuno poi ho messo tanti bollini colorati quanti me ne venivano in mente e conto in futuro di metterne altri, senza sosta.

Il trucco sta nell’integrare le due app. Quindi lavoro 30 minuti a … scelgo in piena libertà uno qualsiasi dei bollini già presenti nella mappa o se ancora non c’è ne creo uno apposito. Scelgo il colore, lo abbino al colore del lavoro in 3030 e mi dedico completamente a quello per mezz’ora, focalizzata.

Questo mi permette di non perdere il filo, di sapere cosa sto facendo e cosa ho fatto. Di sapere quali ambiti trascuro e quali invece sto portando avanti, di tenere traccia dei miei passi e dei miei percorsi. E di sentirmi soddisfatta di me mentre vedo che raggiungo i miei obbiettivi.

Rispondi

Proudly powered by WordPress | Theme: Baskerville 2 by Anders Noren.

Up ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: